Ripensando a Clitennestra

Autores

  • Eva Cantarella , , Universitá degli Studi di Milano

DOI:

https://doi.org/10.14409/argos.2007.31.29-42

Palavras-chave:

violenza di genere, Grecia, oggi, ragione, emozioni, nuove teorie del diritto

Resumo

Clitennestra, adultera e assassina, è stata vista dai greci ed è passata ai posteri come modelio della infamia e della crudeltà femminile. Negli anni oforti» del femminismo, tuttavia, la moglie di Agamennone è stata oggetto di interessariti rivisitazioni, che la hanno proposta come modelio di dignità e di coraggio. Ripercorrendo le fonti greche, l'articolo individua le fonti che, desenvendo i molti e gravissimi torti di Agamennone nei confronti della moglie (cui non allude l’Orestea di Eschilo) spiegano perchè Clitennnestra, anziché come donna «mostruosa», può essere vista come una vittima che reagisce della violenza di genere nell'unico modo allora possibile. L'articolo accenna poi ad alcune interpretazioni dell'Orestea secondo cui l'assoluzione di Oreste non sta a significare, come abitualmente si ritiene, la sconfitta della parte femminile, irrazionale del mondo. Alie Erinni trasformate in Eumeni, infatti, Atena assegnerebbe un ruolo che dimostrerebbe che il diritto, per essere giusto, deve daré spazio anche alle emozioni.

Referências

Publicado

2025-06-10

Edição

Seção

Artículos

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